|
|
 |
|
|
| Wayne Shorter - Ponta De Areia |
 |
Wayne Shorter, considerato da molti il "numero
uno" del jazz contemporaneo, compositore
statunitense fra i più stimati, sassofonista
tenore e soprano originale come non pochi, viene
definito dal pianista e tastierista Herbie Hancock
come un essere umano evoluto a tal punto da essere
in grado di sintetizzare tutta la storia del jazz
in un'unica espressione musicale di grande
peculiarità e vitalità , come nessun altro lo sa
fare ai nostri giorni. Sebbene "Native Dancer",
del quale mi occupo per far comprendere meglio il
contesto in cui nacque la canzone "Ponta De
Areia", rivestisse un grande valore personale, si
trattava solo di un progetto isolato, durato un
mese.Il lavoro principale era quello con i Weather
Report: lui e Joe ne erano le fondamenta, e per
tutti gli anni Settanta ressero le sorti della
band come fosse un'azienda familiare. Wayne
Shorter cominciò a flirtare con i ritmi
brasiliani sin dai primi dischi per la Blue Note.
Quando, nel 1966, conobbe la futura moglie Ana
Maria (perita, purtroppo, in in incidente aereo
nel 1996), cominciò per lui un corso intensivo,
nonchè casalingo, di cultura portoghese e
brasiliana che lo portò a tirar fuori un sound
profondo e incisivo, al quale nessuno era
preparato. "Native Dancer" non assomigliava per
niente alla musica brasiliana conosciuta dagli
americani. Sin dalle primissime note dell'album,
faceva irruzione il falsetto più potente sulla
faccia della terra. Una voce che non lasciava
scelta: la amavi o la odiavi. Era sublime e
arcana, o semplicemente inquietante e
disincarnata. Apparteneva al cantante e
compositore brasiliano Milton Nascimento: "Native
Dancer", pubblicato nel 1974, era frutto della
collaborazione tra lui e Wayne. Il disco
rappresentava una dichiarazione d'amore al
Brasile: all' "alegria" e alla "saudade",
intraducibile termine portoghese che indica una
malinconia pacificata, la presenza di un'assenza.
In "Native Dancer" Wayne coniugò il jazz e le
melodie di Milton in un sacro legame, al cui
confronto le unioni coeve di jazz e Brasile,
portate avanti da altri musicisti, erano semplici
storie da una sola notte. Era il sound di un Wayne
Shorter felice e rilassato, con una totale
padronanza dello studio di registrazione, elemento
fin troppo raro negli anni Settanta. Nondimeno,
sarebbe stato il suo ultimo disco da solista fino
al 1985. Il falsetto di Milton era favoloso nel
registro acuto, ma possedeva anche una vastissima
gamma timbrica in quello più grave. Diceva che
era sempre più felice quando stava vicino
all'oceano. Se i cantanti della Motown "ti
annegano con la loro altezza", nelle parole di
Wayne, sfiorando la cresta dell'onda, Milton si
tuffava ottave al di sotto della superficie e
usava il registro basso come spinta per risalire,
sollevando e facendo scivolare sul suo falsetto
chiunque si trovi ad ascoltarlo. C'era una buona
ragione perchè si sentisse così attratto: lui
usava il soprano allo stesso modo. Sin dalle prime
battute di "Ponta De Areia", la voce di Milton
imita il suono della brezza oceanica che onora con
la sua presenza la regione interna del Minas. Il
titolo del brano faceva riferimento al capolinea
della linea ferroviaria che collega il Minas alla
costa brasiliana. Anche se la melodia possedeva la
qualità cantabile di una filastrocca, il suo
sghembo 9/8 poteva essere difficile da eseguire.
"Quando arrivammo a New York la prima volta", ha
ricordato Milton, "volevano sentirmi suonare ed
allora mi sedetti al piano e cominciai a suonare
"Ponta De Areia". Alcuni musicisti presero i loro
strumenti, ma nessuno di loro riusciva a seguire
il ritmo. Arrivò Wayne. Gli parlai come non
faccio mai. Gli dissi:"Questa canzone che sto
suonando, la voglio sul disco. "Deve" essere la
traccia d'apertura.Altrimenti me ne vado". Dovevo
proprio essere fuori di me!". Sorridendo, Wayne
osservò gli altri che si sforzavano di seguire la
canzone e disse a Milton:"Sei davvero
ingegnoso:sembra una canzone per bambini, ma
nessun altro riesce a seguirti". Wayne gli diede
retta e mise il brano all'inizio del disco.
Concludendo si potrebbe dire che quando Wayne
suonava, cantava; e allo stesso modo il canto di
Milton possedeva una qualità strumentale. Avrei
molto altro da scrivere, ma purtroppo You Tube
mette un limite a 1000
parole.......fortunatamente, penserà qualcuno!!!
Musicisti:
Wayne Shorter - sassofono soprano
Milton Nascimento - voce
Herbie Hancock - pianoforte
Wagner Tiso - pianoforte elettrico e organo
Jay Graydon - chitarra solista
Dave McDaniel - chitarra basso
Robertinho Silva - batteria
Le canzoni sono state composte da Milton
Nascimento e Fernando Rocha Brant
Per il commento mi sono rifatto in gran parte al
libro di Michelle Mercer titolato "Wayne Shorter.
Il filosofo col sax", editore "Nuovi Equilibri",
collana "New Jazz People". Titolo originale
"FOOTPRINTS - The life and work of Wayne Shorter"
del 2004. Tags : Wayne Shorter Milton Nascimento Native Dancer Ponta De Areia 1974 Jazz Music World |
|
Affichage : 2796
Durée : 344 s |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
| |
|